Il jammer GPS è un piccolo trasmettitore RF che soffoca i segnali satellitari e cellulari nel raggio di pochi metri. Le piattaforme telematiche per flotte lo intercettano incrociando stato GPS, connettività, timestamp e posizione.

Che cos'è un jammer GPS e come disturba il tracking della flotta?

Un jammer GPS è un piccolo trasmettitore radio ad alta potenza che genera rumore sulle stesse frequenze dei satelliti, così il ricevitore non riesce più a distinguere il segnale autentico. In pratica mette fuori gioco anche le reti cellulari, il Wi-Fi e perfino i lettori dei caselli autostradali. Quanto alla portata, le stime variano: Geotab parla di un raggio di interferenza tra 16 e 33 piedi, Azuga di 5-10 metri, mentre Airpinpoint descrive una vera e propria zona morta tra 10 e 50 metri. E non è un problema da poco: i satelliti orbitano a circa 20.000-20.200 km di altezza e il segnale che arriva a terra è debolissimo, intorno a -130 dBm. Bastano quindi 10 milliwatt nelle vicinanze del veicolo per soffocarlo.

I jammer più comuni in circolazione sono piccoli blocchi di plastica, più o meno delle dimensioni di un pacchetto di sigarette: circa 60 x 45 x 20 mm, con una spina da 12V e una o due antenne corte. Non serve configurare nulla, né tantomeno installare software: basta infilarli nella presa accessoria, in un caricatore USB, nell'accendisigari o nella porta OBD-II e avvicinarli al tracker per mandare in tilt il segnale. E il costo? Airpinpoint stima prezzi tra 25 e 50 dollari per i modelli base, pensati per interferire sulla banda GPS L1 a 1575,42 MHz; le unità più care riescono a colpire anche la L2 a 1227,60 MHz. Ma la soglia d'ingresso è persino più bassa: secondo GPSPATRON i jammer economici si vendono online a partire da 5 dollari, il che mette questo tipo di attacco alla portata praticamente di chiunque.

L'impatto operativo, del resto, non è una questione teorica: i numeri raccontano un'escalation tutt'altro che ambigua. GPSPATRON segnala un +220% di incidenti legati a interferenze GNSS tra il 2021 e il 2024, con gli attacchi di spoofing balzati del 500% nel solo 2024. Tradotto: in quattro anni il fenomeno è passato da curiosità tecnica a rischio sistemico per chi gestisce una flotta. Sulle strade britanniche, il progetto Sentinel ha registrato tra i 50 e i 450 episodi di jamming al giorno, un dato che fa capire quanto il disturbo sia diffuso anche lontano dalle zone di conflitto. Il legame con la criminalità organizzata è altrettanto documentato: il furto di merci costa alla logistica europea circa 8,2 miliardi di euro l'anno, e TAPA EMEA ha contato 103.529 incidenti nella regione EMEA nel 2023, con perdite da 724 milioni di euro e una crescita del 163% rispetto al 2022. Non a caso, il 100% delle deviazioni di camion documentate in Puglia ha coinvolto jamming GPS, e circa l'85% dei furti di camion merci in Messico è associato a jammer di segnale. Il disturbo, insomma, raramente è solo un fastidio tecnico: spesso è il primo passo di un furto organizzato.

Il nesso con la criminalità organizzata, d'altronde, non è per nulla teorico: ci sono numeri precisi a dimostrarlo. In Puglia, il 100% delle deviazioni di camion documentate ha visto l'uso di jammer GPS, mentre in Messico si stima che l'85% dei furti di mezzi pesanti sia legato a dispositivi che bloccano il segnale. Sono cifre che delineano un modus operandi ormai rodato, in cui l'interferenza non serve a nascondere il veicolo al gestore per chissà quanto tempo, ma a interrompere la catena di localizzazione nel momento esatto in cui il carico viene sottratto: bastano pochi secondi di blackout perché la banda agisca senza ostacoli e il mezzo sparisca dal monitoraggio della centrale operativa. Ed è proprio questa finestra così breve a complicare le cose, perché un ritardo di qualche minuto nella segnalazione può voler dire un carico già perso. Per questo la capacità di rilevare l'interferenza in tempo reale è ormai un requisito di sicurezza vero e proprio per le flotte, non un semplice plus tecnologico da mettere in vetrina nelle brochure commerciali.

Il mondo dei jammer è più variegato di quanto si pensi, e ogni modello ha portata e bande sue proprie. Ci sono le unità portatili a batteria, che coprono appena pochi metri e si limitano alla banda GPS L1; poi ci sono quelli da accendisigari, che arrivano a 10-50 metri e a volte colpiscono pure la L2; salendo di livello troviamo i dispositivi multi-banda cablati direttamente all'impianto del veicolo, capaci di raggiungere decine di metri e di disturbare GPS L1/L2, reti cellulari e Wi-Fi; e infine i chirp jammer, che invece di emettere rumore piatto spazzano la banda L1 con un segnale variabile. Curiosamente, nessuno di questi tocca il Bluetooth a 2,4 GHz: ecco perché i tracker Find My continuano a trasmettere senza problemi. Discorso a parte meritano i jammer fissi, sistemi stazionari ad alta potenza, più potenti e diffusi soprattutto fuori dagli Stati Uniti.

Come funzionano gli strumenti software di rilevamento del jamming GPS per flotte

Il rilevamento software non si basa su un singolo allarme, ma sull’incrocio di più segnali deboli che, letti insieme, diventano un indizio affidabile. In pratica, la piattaforma non “sente” il jammer: osserva il comportamento del veicolo e del suo tracker, e cerca incoerenze. Le piattaforme monitorano contemporaneamente stato GPS, connettività, timestamp e posizione: quando il GPS smette di fornire un fix mentre il veicolo risulta in movimento, o quando la posizione non corrisponde all’attività del conducente, scatta l’anomalia. È un po’ come notare che qualcuno ha smesso di rispondere al telefono proprio mentre sta guidando: non è una prova, ma è un campanello d’allarme. Geotab rileva l’interferenza in tempo reale e avvisa i manager; Verizon Connect invita a osservare le tendenze delle unità non comunicanti (NRU) e a notare quando i dati GPS non combaciano con l’attività del driver; Azuga segnala errori del segnale GPS tramite avvisi dedicati. A questi si affiancano Motive, con le sue Jamming Detection Alerts per il jamming cellulare o GPS, e Intangles, che segue l’integrità del segnale e individua schemi anomali senza aspettare che si apra un buco nella posizione. GPSTab combina stato GPS, connettività, timestamp e posizione per riconoscere comportamenti di tracking insoliti, mentre Transpoco consiglia di unire il monitoraggio in dashboard in tempo reale a politiche del personale e controlli regolari dei veicoli. Il vantaggio rispetto a un rilevatore hardware dedicato è che tutto avviene sui dati che la flotta già raccoglie; il limite è che il software vede l’effetto, non la fonte, e può confondere un’interferenza con un guasto, una zona d’ombra o un dispositivo scollegato.

Piattaforma Indicatori monitorati Tipo di avviso
Geotab Interferenza del segnale in tempo reale Avviso ai manager
Verizon Connect Tendenze NRU, dati GPS vs attività del driver Monitoraggio e analisi
Azuga Errori del segnale GPS Avvisi dedicati
Motive Jamming cellulare o GPS Jamming Detection Alerts
Intangles Integrità del segnale, schemi anomali Rilevamento senza gap di posizione
GPSTab Stato GPS, connettività, timestamp, posizione Identificazione di tracking insolito
Transpoco Perdita deliberata del segnale Allerta in tempo reale

La differenza tra un semplice guasto e un attacco vero e proprio, in genere, sta nella forma del dato: un'interruzione casuale tende a produrre vuoti sporadici e incoerenti, mentre un jamming deliberato lascia una traccia più regolare e riconoscibile nel tempo. È proprio su questo principio che lavorano gli strumenti software integrati nelle piattaforme di fleet management. Motive, per esempio, mette a disposizione avvisi di rilevamento jamming pensati per segnalare interferenze sia sulle reti cellulari sia sul segnale GPS. Intangles sottolinea un aspetto interessante: questi strumenti non si limitano ad aspettare che il veicolo scompaia dalla mappa, ma tracciano l'integrità del segnale in modo continuo e riconoscono schemi ricorrenti che potrebbero sfuggire a un controllo superficiale. GPSTab adotta un approccio combinato, incrociando lo stato del GPS con le informazioni di connettività, i timestamp e la posizione per individuare comportamenti di tracking insoliti. Transpoco, dal canto suo, rileva la perdita deliberata di segnale e avvisa il management in tempo reale, così da ridurre i tempi di reazione. La tabella seguente sintetizza le funzioni dichiarate dai principali fornitori.

FornitoreFunzione dichiarata
MotiveAvvisi di rilevamento jamming per interferenze cellulari o GPS
IntanglesMonitoraggio dell'integrità del segnale e riconoscimento di schemi ricorrenti senza attendere il vuoto di localizzazione
GPSTabIdentificazione di comportamenti di tracking insoliti tramite stato GPS, connettività, timestamp e posizione
TranspocoRilevamento della perdita deliberata di segnale con avviso in tempo reale al management
PiattaformaFunzione di rilevamentoApproccio operativo
GeotabRilevamento interferenza in tempo realeAvviso immediato ai manager
Verizon ConnectAnalisi delle tendenze NRUConfronto tra dati GPS e attività del driver
AzugaRilevamento jamming e avvisi di errore GPSAlert automatici sulla piattaforma
MotiveJamming Detection AlertsCopertura di interferenze cellulari e GPS
IntanglesMonitoraggio dell'integrità del segnaleRiconoscimento di pattern prima del gap
GPSTabAnalisi di stato, connettività e timestampIndividuazione di tracking anomalo
TranspocoRilevamento di perdita deliberata di segnaleDashboard in tempo reale più policy HR

C'è però un limite che accomuna un po' tutte le soluzioni software: lavorano sui dati che il dispositivo riesce ancora a mandare. Se il jammer blocca pure la rete cellulare, l'allarme ti arriva solo quando il veicolo torna in copertura, e a quel punto la finestra per intervenire si è già ristretta parecchio. Non a caso i fornitori consigliano di affiancare al monitoraggio in dashboard policy aziendali chiare e controlli periodici sui veicoli, in modo da ridurre il rischio che un dispositivo venga piazzato e resti lì, indisturbato, per giorni.

Il vero salto di qualità che il software offre rispetto ai controlli manuali sta nella scala: tenere d'occhio a vista centinaia di veicoli è impensabile, mentre filtrare automaticamente i casi sospetti tramite regole è assolutamente alla portata. In pratica, la piattaforma monitora di continuo parametri come lo stato del fix GPS, la qualità del segnale, i timestamp e la connettività, e segnala soltanto gli eventi che meritano davvero attenzione. Il nodo, però, resta la gestione dei falsi positivi: gallerie, parcheggi coperti, canyon urbani e valli montane generano perdite di segnale che somigliano molto a un'interferenza, senza che ci sia nessun jammer in azione. Le soluzioni più mature riescono a distinguere una perdita fisiologica, breve e coerente con il contesto, da un'anomalia persistente e ripetuta nello stesso punto o sugli stessi veicoli. Anche in questi casi, però, la calibrazione delle soglie non è mai automatica: serve un lavoro umano di taratura, da rivedere periodicamente alla luce dei dati reali della flotta, perché traffico, percorsi e stagionalità cambiano nel tempo.

Jamming e spoofing: perché la distinzione conta

Jamming e spoofing vengono spesso confusi, e in effetti entrambi impediscono al veicolo di riportare la posizione reale, ma gli effetti sono opposti e le contromisure non sono le stesse. Il jamming emette rumore radio sulla stessa frequenza del GPS: il ricevitore non riesce più a distinguere i segnali dei satelliti, che arrivano già debolissimi (circa -130 dBm), e quindi segnala assenza di fix oppure resta bloccato sull'ultima posizione nota. Lo spoofing, invece, è più subdolo: imita i segnali satellitari autentici e induce il dispositivo a calcolare una posizione falsa, che nella maggior parte dei casi sembra del tutto plausibile e non genera alcun allarme. In pratica, nel primo caso il segnale viene interrotto e la piattaforma registra un buco di localizzazione; nel secondo il ricevitore viene ingannato con dati fabbricati, e ci si accorge dell'anomalia solo incrociando la posizione trasmessa con l'attività reale del driver. È una differenza che conta anche sul piano operativo: un buco di segnale può essere un semplice problema di copertura, mentre una posizione falsa ma coerente è tipica di un attacco mirato, spesso legato a tentativi di furto del carico. Per questo i sistemi di rilevamento più evoluti non si limitano a controllare se il GPS è agganciato, ma analizzano integrità del segnale, orari e coerenza dei dati per capire se il veicolo è davvero dove dichiara di essere.

Per un fleet manager la differenza non è teorica, è operativa, e si traduce in due scenari molto diversi. Un jammer crea un buco netto nella traccia: il veicolo sparisce dalla mappa per un tratto, poi ricompare. È un'anomalia facile da notare, ma anche facile da archiviare come guasto del tracker, perdita temporanea di copertura o dispositivo difettoso. Uno spoofer, al contrario, non interrompe nulla: genera una traccia continua, fluida e credibile, capace di spostare virtualmente un mezzo di chilometri senza mai far scattare un allarme di perdita segnale. Il risultato è che il veicolo risulta dove non è, e nessuno se ne accorge finché non è troppo tardi. È esattamente per questo che le piattaforme più avanzate non si limitano a verificare la presenza del fix GPS, ma incrociano la coerenza tra posizione, velocità, tempi e attività del conducente: un conto è sapere che il segnale c'è, un altro è fidarsi di quello che il segnale racconta.

La posta in gioco è alta. GPSPATRON documenta un aumento del 500% degli attacchi di spoofing nel solo 2024, segno che la tecnica sta uscendo dalla nicchia della ricerca per entrare nel repertorio della criminalità organizzata. Safran Navigation & Timing copre entrambi gli scenari con la suite IDM, che comprende monitoraggio, rilevamento, soppressione e contromisure per spoofing e jamming GPS/GNSS, mentre BroadShield è una suite software dedicata al rilevamento delle interferenze.

Sul piano pratico, la distinzione guida anche la risposta. Di fronte a un jamming conviene verificare subito la posizione fisica del veicolo e attivare le procedure di sicurezza; di fronte a uno spoofing bisogna diffidare della posizione riportata e confrontarla con fonti indipendenti, perché il dato apparentemente normale è proprio l'elemento più pericoloso. In entrambi i casi la tempestività dell'allarme determina quanto margine resta per intervenire prima che il carico sia compromesso.

Rilevatori e localizzatori hardware per individuare la fonte del disturbo

Quando il software segnala un'anomalia, la domanda successiva è dove si trovi fisicamente il jammer. Qui entrano in gioco gli strumenti hardware, progettati per la ricerca sul campo. Il Chronos CTL3520 è un rilevatore e localizzatore portatile direzionale a batteria per la banda GPS L1: il CTO di NavtechGPS, distributore nordamericano dei rilevatori Chronos, lo ha usato per individuare una fonte di interferenza a circa 30 piedi di distanza, dietro un muro. Il CTL3510LOG aggiunge la registrazione integrata e un software che permette di filtrare le ricerche, isolare la durata del jamming per timestamp e misurarne l'intensità.

L'interpretazione dei dati raccolti è tanto importante quanto la misura. Un jamming breve e a basso guadagno suggerisce una fonte esterna al veicolo, mentre un'interferenza forte, costante e di lunga durata indica la presenza di un jammer all'interno del veicolo stesso. Questa distinzione cambia completamente l'indagine: nel primo caso si cerca un dispositivo nelle vicinanze o lungo il percorso, nel secondo si ispeziona l'abitacolo e l'impianto elettrico del mezzo.

GPSPATRON propone il GP-Probe Nano L1, un rilevatore di interferenze GNSS tascabile da 113 x 31 x 15 mm, con rilevamento sulla banda GNSS L1, avvisi in tempo reale e registrazione di lungo periodo. L'azienda dichiara una portata di rilevamento fino a 200 metri, che si traduce in 15-60 secondi di preavviso prima che il jammer disturbi completamente il GPS. Sul fronte della ricerca, KrakenSDR è un software-defined radio multicanale a basso costo utilizzato negli studi di localizzazione di jammer e spoofer, presentato a ION Navigation 2026.

StrumentoTipoCaratteristiche principali
Chronos CTL3520Rilevatore e localizzatore portatileDirezionale, a batteria, banda GPS L1
Chronos CTL3510LOGRilevatore con loggingFiltro per durata e misura dell'intensità
GPSPATRON GP-Probe Nano L1Rilevatore GNSS tascabileAvvisi in tempo reale, portata fino a 200 m
Safran IDM e BroadShieldSuite softwareMonitoraggio, rilevamento e contromisure
KrakenSDRSDR multicanaleLocalizzazione di jammer e spoofer

Il confronto tra software e hardware non è una competizione, ma una sequenza. Il software copre l'intera flotta a costi contenuti e segnala dove guardare; l'hardware conferma il sospetto e localizza la fonte con precisione. Una flotta che installa solo software può sapere che qualcosa non va, ma difficilmente scoprirà il dispositivo nascosto; una che investe solo in hardware non può ispezionare ogni veicolo ogni giorno. L'approccio efficace combina allarmi automatici su larga scala e interventi mirati con strumenti di localizzazione.

Legalità, sanzioni e rischi per la sicurezza pubblica

La risposta alla domanda se i jammer GPS siano legali è netta: negli Stati Uniti no. Il Communications Act del 1934 ha vietato la commercializzazione, la vendita e l'uso dei jammer GPS, e la sezione 47 USC 333 rende illegale la loro trasmissione. Anche il Radiocommunication Act canadese vieta importazione, produzione, distribuzione, vendita, possesso e utilizzo. Le sanzioni previste includono multe che possono superare i 100.000 dollari, la reclusione e la perdita delle apparecchiature.

Il divieto non è solo formale. Un jammer non disturba soltanto il tracker del veicolo su cui è installato: interferisce con i segnali GPS di tutti i ricevitori nel raggio d'azione, compresi quelli di aerei, ambulanze, veicoli di soccorso e sistemi di navigazione di altri utenti della strada. È il motivo per cui le autorità trattano questi dispositivi come una minaccia alla sicurezza pubblica e non come un semplice strumento di elusione del controllo aziendale.

Per le flotte esiste anche un rischio reputazionale e contrattuale. Installare o tollerare un jammer significa operare fuori dalla legge e, in caso di incidente o contenzioso, espone l'azienda a responsabilità difficilmente difendibili. Le policy interne dovrebbero vietare esplicitamente il possesso di dispositivi anti-tracking sui veicoli aziendali, prevedere ispezioni periodiche e sanzioni disciplinari chiare, e formare i conducenti sui rischi legali oltre che tecnici.

Sul piano della sicurezza dei lavoratori, un conducente che si accorge di essere seguito o che opera in aree a rischio dovrebbe avere un canale di segnalazione rapido. La combinazione tra allarmi telematici, procedure aziendali e comunicazione con le forze dell'ordine è ciò che trasforma un dato anomalo in un intervento concreto. Nessuna piattaforma, da sola, può sostituire una catena di risposta ben definita e testata.

Limiti del rilevamento, falsi positivi e passi di risposta

Nessun sistema di rilevamento è infallibile, e conoscerne i limiti è parte del mestiere. I falsi positivi nascono da ambienti che indeboliscono naturalmente il segnale: gallerie, parcheggi sotterranei, canyon urbani, zone montuose e condizioni meteorologiche avverse. Anche un guasto dell'antenna o del cablaggio può simulare un'interferenza. Per ridurre il rumore, le soglie di allarme vanno calibrate sui percorsi reali della flotta e riviste quando cambiano tratte o tipologia di veicoli.

I falsi negativi sono più insidiosi. Un jammer che colpisce solo la banda L1 può lasciare attive altre fonti di localizzazione, e uno spoofer può generare una traccia talmente coerente da non attivare alcun allarme. Per questo la verifica incrociata con più sensori e con l'attività dichiarata dal conducente resta essenziale. La domanda giusta non è solo se il GPS funziona, ma se ciò che riporta è coerente con il resto delle informazioni disponibili.

Quando scatta un allarme, una sequenza di risposta ordinata fa la differenza. Prima si conferma l'anomalia verificando stato del dispositivo, connettività e cronologia recente; poi si contatta il conducente con un canale sicuro; quindi si confronta la posizione con fonti indipendenti; infine, se il sospetto è confermato, si ispeziona il veicolo e si coinvolgono le autorità competenti. Ogni passaggio va documentato con timestamp, perché la ricostruzione degli eventi è spesso decisiva nelle indagini.

La formazione del personale completa il quadro. Un conducente che sa riconoscere un dispositivo sospetto, che conosce la procedura da seguire e che non teme ritorsioni nel segnalarlo è il primo sensore della flotta. Le piattaforme telematiche forniscono il segnale, ma la risposta dipende da persone preparate e da processi chiari, verificati con esercitazioni periodiche. È questa combinazione, non il singolo strumento, a ridurre davvero il rischio.

Come scegliere gli strumenti giusti per la propria flotta

La scelta dipende da tre variabili: dimensione della flotta, aree operative e livello di rischio. Una flotta che viaggia prevalentemente su autostrade aperte ha esigenze diverse da chi opera in zone con storico di furti documentati. Prima di acquistare, conviene mappare i percorsi critici, verificare quali bande utilizza il parco veicoli e controllare se i tracker installati supportano già funzioni di rilevamento interferenze o richiedono un aggiornamento.

Sul fronte software, le funzioni da cercare sono chiare: avvisi in tempo reale, analisi delle tendenze delle unità non comunicanti, monitoraggio dell'integrità del segnale e capacità di distinguere una perdita fisiologica da un'anomalia persistente. Sul fronte hardware, servono strumenti direzionali per la localizzazione sul campo e dispositivi di logging per ricostruire la durata e l'intensità degli episodi. La tabella riassume i criteri di valutazione.

CriterioPerché conta
Copertura delle bandeUn jammer L1/L2 richiede rilevamento su entrambe
Latenza degli avvisiDetermina il margine di intervento
Gestione falsi positiviEvita di saturare il team di sicurezza
Logging e storicoServe per indagini e contenziosi
Integrazione con la dashboardUnifica la risposta operativa
Supporto e aggiornamentiLe tecniche di disturbo evolvono rapidamente

Il costo va valutato insieme al rischio evitato. Un singolo carico perso può superare di gran lunga l'investimento in software e in un rilevatore portatile, soprattutto in settori ad alto valore come farmaceutico, elettronica ed e-commerce. La decisione razionale non è acquistare tutto, ma costruire una scala di difesa proporzionata: rilevamento software su tutta la flotta, strumenti hardware per le unità e le tratte a rischio più alto, procedure e formazione per chi guida.

Infine, va previsto un piano di revisione periodica. Le tecniche di jamming e spoofing cambiano, i dispositivi diventano più economici e le rotte criminali si spostano. Rivedere le soglie di allarme, aggiornare il firmware dei tracker e testare le procedure almeno una volta l'anno mantiene efficace il sistema. La tecnologia è una parte della risposta, ma è la governance che la rende sostenibile nel tempo.

Domande frequenti sul rilevamento del jamming GPS nelle flotte

Come fanno gli strumenti software per flotte a rilevare il jamming GPS?

Le piattaforme per flotte osservano insieme stato GPS, connettività, timestamp e posizione. Segnalano le tendenze delle unità non comunicanti, gli avvisi di perdita di segnale e gli allarmi di jamming, e alcune monitorano l'integrità del segnale per cogliere schemi anomali prima che compaia un vuoto di localizzazione. Geotab, Verizon Connect, Azuga, Motive e Intangles descrivono tutte funzioni di questo tipo.

Qual è la differenza tra jamming GPS e spoofing?

Il jamming emette rumore radio sulla stessa frequenza del GPS, quindi il ricevitore non riesce a determinare la posizione e segnala assenza di fix o si blocca. Lo spoofing imita i segnali satellitari reali e induce il dispositivo a calcolare una posizione falsa. Il jamming interrompe completamente il segnale, mentre lo spoofing inganna il ricevitore con dati fabbricati ma credibili.

I jammer GPS sono legali negli Stati Uniti?

No. Negli Stati Uniti il Communications Act del 1934 ha vietato commercializzazione, vendita e uso dei jammer GPS, e la sezione 47 USC 333 rende illegale la loro trasmissione. Anche il Radiocommunication Act canadese vieta importazione, produzione, distribuzione, vendita, possesso e utilizzo. Le sanzioni includono multe che possono superare i 100.000 dollari, reclusione e perdita delle apparecchiature.

Quali strumenti hardware rilevano e localizzano i jammer GPS?

Il Chronos CTL3520 è un rilevatore e localizzatore portatile direzionale a batteria per la banda GPS L1, mentre il CTL3510LOG aggiunge logging integrato e software per filtrare la durata del jamming e misurarne l'intensità. Il GP-Probe Nano L1 di GPSPATRON è un rilevatore di interferenze GNSS tascabile con avvisi in tempo reale e registrazione di lungo periodo, con portata dichiarata fino a 200 metri.

Che cos'è un jammer GPS e come disturba il tracking della flotta?

Un jammer GPS è un piccolo trasmettitore RF ad alta potenza che emette rumore sulle stesse frequenze dei satelliti, impedendo al ricevitore di distinguere il segnale legittimo. Nella pratica blocca anche reti cellulari, Wi-Fi e lettori dei caselli. Il segnale GPS arriva a terra debolissimo, intorno a -130 dBm, quindi bastano pochi milliwatt vicino al veicolo per coprirlo e interrompere la catena di localizzazione.

Come funzionano gli strumenti software di rilevamento del jamming GPS per flotte?

Il rilevamento software non dipende da un singolo allarme, ma dall'incrocio di più segnali deboli: stato GPS, connettività, timestamp e posizione. Quando il GPS smette di fornire un fix mentre il veicolo è in movimento, o la posizione non corrisponde all'attività del conducente, scatta l'anomalia. Piattaforme come Geotab, Verizon Connect, Azuga, Motive, Intangles, GPSTab e Transpoco offrono avvisi automatici e analisi delle tendenze.