Un circuito jammer RF blocca le comunicazioni tra cellulare e stazione base sovrapponendo rumore a bassa potenza sulle stesse frequenze. Vediamo componenti, calcolo della frequenza, portata reale e limiti legali.

Che cos'è un jammer di segnale e cosa fa esattamente?

Un jammer di segnale è un dispositivo elettronico che blocca la trasmissione tra un telefono cellulare e la stazione base. In pratica emette segnali radio a bassa potenza sulla stessa frequenza usata dal telefono: l'interferenza che ne deriva è talmente forte da rendere di fatto inutilizzabile il collegamento tra chi chiama e chi riceve. Gli addetti ai lavori la classificano come una vera e propria denial-of-service, perché il rumore RF finisce per sovrastare i segnali originali in arrivo dalle torri cellulari e dai satelliti.

Questi aggeggi interferiscono con reti UMTS, 3G, CDMA, GSM e PHS, e li trovi in giro con i nomi più disparati: cell jammer, mobile phone jammer, signal blocker, GPS jammer, text stopper, RF jammer, radio frequency blocker, noise jammer, protocol jammer, o persino full spectrum jammer. Il succo però è sempre lo stesso: non si tratta di andare a intercettare la conversazione, ma semplicemente di renderla impossibile nell'area coperta.

Come funziona un circuito jammer di segnale?

Il cuore di un jammer, in sostanza, è un trasmettitore che genera rumore RF sulla banda che vogliamo bloccare. Quando questo segnale disturbante raggiunge il telefono con abbastanza potenza, il rapporto segnale-rumore crolla e il dispositivo perde l'aggancio alla cella. Non serve una potenza enorme, però: basta che il rumore locale sia più forte del segnale utile in arrivo dalla torre, che tra l'altro è già indebolito da muri e distanza.

Il cuore di tutto il meccanismo ruota attorno a tre sottosezioni che lavorano in sinergia: un amplificatore RF, un oscillatore controllato in tensione (VCO) e un circuito di sintonia. Mettendoli insieme si ottiene un jammer per cellulari piuttosto efficiente, e tutto sommato abbastanza semplice da assemblare su una breadboard o su un PCB. C'è però un dettaglio da non sottovalutare: la frequenza. Deve per forza coincidere con quella del sistema che si vuole disturbare, altrimenti l'effetto finale è praticamente nullo.

I tre sottocircuiti essenziali di un jammer RF

Il primo blocco è l'amplificatore RF: in sostanza prende il segnale generato dal circuito e lo porta al livello necessario per poterlo irradiare dall'antenna. Subito dopo c'è l'oscillatore controllato in tensione, cioè quello che genera la portante alla frequenza desiderata e che possiamo spostare semplicemente variando una tensione di controllo. Chiude il quadro il circuito di sintonia, che si occupa di selezionare la frequenza di lavoro e di mantenerla stabile nel tempo.

Il funzionamento di un jammer dipende parecchio da come questi tre blocchi collaborano tra loro: se il VCO non è stabile, le frequenze diventano imprevedibili, mentre un'amplificazione troppo spinta rischia di produrre armoniche indesiderate. Nei progetti didattici, di solito, si comincia con un semplice oscillatore LC e solo in un secondo momento si aggiungono lo stadio di amplificazione e l'antenna.

Quali componenti servono e che ruolo hanno nel circuito?

Prendiamo il progetto base pubblicato da ElectronicsForU: qui ogni componente ha un ruolo preciso. Il transistor Q1 amplifica il segnale, mentre i resistori R1 e R2 si occupano rispettivamente del carico sull'emettitore e della polarizzazione della base. I condensatori, da C1 a C7, fanno cose diverse tra loro: c'è chi genera la frequenza, chi gestisce la retroazione, chi riduce il rumore e chi si occupa di accoppiamento e disaccoppiamento. E poi c'è l'induttore L1 che, insieme a C1, forma il circuito risonante.

Al centro di tutto c'è l'amplificatore RF, costruito attorno a Q1, C4, C5 e R1: il suo ruolo è prendere il segnale generato dal circuito sintonizzato e amplificarlo. Il segnale amplificato raggiunge poi l'antenna attraverso C6, un condensatore che blocca la componente continua e lascia passare solo quella alternata. Il funzionamento, in fondo, è piuttosto lineare: quando Q1 si accende, si attiva di conseguenza anche il circuito sintonizzato collegato al collettore. A quel punto entrano in scena C1 e L1, che insieme si comportano come un oscillatore a resistenza praticamente nulla, in grado di produrre frequenze molto alte con uno smorzamento ridotto ai minimi termini. La tensione, nel frattempo, si accumula nel condensatore e, una volta che questo è completamente carico, la carica inizia a scorrere attraverso l'induttore, che la immagazzina sotto forma di energia magnetica.

Come si calcola la frequenza di disturbo richiesta?

La frequenza di risonanza di un circuito LC dipende dai valori di capacità e induttanza: ti basta cambiare C1 o L1 per spostare la banda su cui lavora il jammer. In un progetto fatto come si deve si scelgono trimmer da 22 pF, che servono a bloccare il segnale di rumore RF, e si punta a coprire tutto l'intervallo tra 50 MHz e 1 GHz. Attenzione però a non forzare il circuito a partire da 500 MHz: in quel caso il margine di regolazione si riduce parecchio e i problemi di stabilità diventano praticamente garantiti.

La taratura si fa con un voltmetro DC da 0 a 10 volt, collegato tra il punto di test e la massa: si gira sul trimmer da 22 pF finché non si arriva a una lettura massima di circa 3 V, poi si ritocca con un po' di precisione per riportare l'uscita sulla frequenza corretta. Per quanto riguarda la bobina, lo spessore dovrebbe essere di 1 mm, con filo magnetico da 0,1 mm. Il secondario produce scintille da 8-9 mm e, per lavorare, ha bisogno di un alimentatore da 20 W. Prima di installare l'antenna le scintille arrivavano a 2-3 mm; con un'antenna da 2 metri, invece, la lunghezza sale a circa 8 mm e il jammer preassemblato riesce a operare tra i 10 e i 15 metri.

Quali bande vengono disturbate e con quale portata?

Un semplice circuito jammer può disturbare un'ampia gamma di segnali RF tra 5 e 10 metri. A distanze maggiori è probabile il rumore in onde medie (MW), mentre il rumore VHF è più diffuso tra 8 e 10 metri. Le bande cellulari colpite vanno da 700 MHz a 2100 MHz, coprendo 2G, 3G, 4G e 5G; a queste si aggiungono GPS a 1575 MHz e WiFi a 2,4 GHz e 5 GHz.

Nella pratica, i jammer per cellulari puntano alle frequenze 700 MHz, 800 MHz, 900 MHz, 1800 MHz, 1900 MHz e 2100 MHz. La tabella seguente riassume le bande più comuni e il loro utilizzo tipico.

BandaUso tipicoNote
700-900 MHz2G, 3G, 4GCopertura estesa, penetrazione edifici
1800-1900 MHzGSM, LTEBande urbane molto usate
2100 MHz3G, 4G, 5GCapacità e velocità dati
1575 MHzGPSDisturbo della localizzazione
2,4 e 5 GHzWiFiReti domestiche e aziendali

La portata reale dipende da potenza, antenna e ambiente: un dispositivo da 10-15 metri in campo aperto può ridursi a pochi metri in presenza di muri spessi. Il disturbo non è selettivo e colpisce anche GPS, WiFi e radar di polizia, oltre a interferire con i ripetitori di segnale: gli amplificatori non possono fermare un jammer.

Jammer fai-da-te: bobina, flyback e passi per l'antenna

Per un progetto fai-da-te si parte dal circuito sintonizzato, si aggiunge lo stadio di amplificazione e si cura l'alimentazione. La bobina va avvolta con filo magnetico da 0,1 mm su un supporto da 1 mm di spessore; il secondario del trasformatore flyback deve produrre scintille da 8-9 mm con un alimentatore da 20 W. Prima di montare l'antenna le scintille misurano 2-3 mm, con un'antenna da 2 metri arrivano a circa 8 mm.

Dopo l'assemblaggio si collega un voltmetro DC al punto di test e si regola il trimmer da 22 pF fino a ottenere la massima lettura di circa 3 V, poi si affina la sintonia per riportare l'uscita sulla frequenza desiderata. È un passaggio delicato: piccoli spostamenti del trimmer cambiano sensibilmente la frequenza e la stabilità del disturbo.

Tipi di jammer, prezzi e progetto con microcontrollore

Sul mercato esistono jammer portatili, piccoli dispositivi a batteria con antenna integrata, e modelli professionali con antenne direzionali. Secondo il catalogo Jammer Master, il 4G Phone Jammer JM021 blocca cellulare, WiFi, GPS e LoJack a 520,00 dollari; il Drone UAV Signal Jammer JM004 con antenne direzionali integrate costa 2.399,99 dollari e interrompe i collegamenti di comando, facendo restare il drone in hovering o tornare al punto di lancio. L'Handheld WiFi Bluetooth Signal Jammer 2.4/5.2/5.8GHz JM012 costa 569,99 dollari, mentre l'Handheld Mobile Phone Jammer 16 Antennas 25 Meters JM018 è venduto a 699,00 dollari.

Sul fronte didattico, un progetto studentesco utilizza un microcontrollore PIC16F877A per controllare un circuito jammer che blocca segnali GSM, DCS e CDMA per un periodo prestabilito tramite funzionalità di real-time clock, con interruttori per selezionare la rete e impostare ora di inizio e fine. Nella ricerca accademica si usano due rilevatori di segnale, ciascuno con antenna a dipolo, choke e diodo, sintonizzati a 900 MHz: quando le antenne risuonano a quella frequenza si verifica il disturbo.

I jammer di segnale sono legali? Rischi e cosa fare

Vendere, pubblicizzare, distribuire o utilizzare jammer per cellulari è illegale negli Stati Uniti e in gran parte del mondo. La FCC afferma che queste apparecchiature rappresentano un rischio serio per le comunicazioni di pubblica sicurezza, possono impedire le chiamate al 9-1-1 e interferire con le comunicazioni delle forze dell'ordine. Le frequenze radio sono protette legalmente dal Communications Act del 1934.

Un jammer interferisce anche con GPS, WiFi e radar di polizia, e blocca i ripetitori di segnale. Il rilevamento è difficile: il sintomo più comune è la perdita improvvisa del servizio. La risposta migliore è spostarsi, dato che la portata del disturbo di solito non supera i 30 piedi quadrati, oppure contattare le forze dell'ordine o presentare un reclamo alla FCC. I limiti dei progetti fai-da-te includono la copertura di sole determinate bande e la dipendenza dagli operatori mobili locali, come nel caso della Nigeria.

Questo articolo ha scopo informativo e tecnico: non costituisce un invito a costruire o usare dispositivi illegali. Chi opera nel settore deve verificare le normative locali prima di qualsiasi attività.

Domande frequenti

Come funziona un circuito jammer di segnale?

Un jammer trasmette rumore RF a bassa potenza sulle stesse frequenze usate dal telefono, creando un attacco denial-of-service che soffoca il collegamento tra apparecchio e stazione base. Tre sottocircuiti sono essenziali: un amplificatore RF, un oscillatore controllato in tensione e un circuito di sintonia.

Quali componenti servono per costruire un jammer per cellulari?

Un progetto base usa il transistor Q1 per l'amplificazione, i resistori R1 e R2, i condensatori da C1 a C7 per generazione di frequenza, retroazione, accoppiamento e disaccoppiamento, più l'induttore L1 e un'antenna. Il circuito sintonizzato formato da C1 e L1 funge da oscillatore.

I jammer di segnale sono legali?

È illegale vendere, pubblicizzare, distribuire o utilizzare jammer per cellulari negli Stati Uniti e in gran parte del mondo. La FCC afferma che il disturbo interferisce con le comunicazioni radio autorizzate, può bloccare le chiamate di emergenza al 9-1-1 ed è vietato dal Communications Act del 1934.

Quale portata copre un jammer RF fai-da-te?

Un semplice circuito jammer può disturbare un'ampia gamma di segnali RF tra 5 e 10 metri. Aggiungendo un'antenna da 2 metri la lunghezza delle scintille aumenta e la portata arriva a circa 10-15 metri, con rumore VHF più diffuso tra 8 e 10 metri.