La FCC ha aperto nel 2025 alla reinterpretazione del divieto di jamming nelle carceri, mentre istituti statali e locali valutano micro-jamming, MAS e CIS per contrastare i telefoni di contrabbando. Ecco come funzionano, cosa prevede la legge e cosa verificare prima di installare.

Perché carceri e centri di detenzione installano jammer per telefoni cellulari

I telefoni di contrabbando nelle carceri non sono certo un fenomeno da poco. Basti pensare che, secondo una stima di SOC LLC ripresa dalla FCC nel settembre 2024, quasi 500.000 cellulari illegali circolerebbero tra il 25% dei detenuti statunitensi. Sempre nel 2024, l'Urban Institute ha contato 20.000 telefoni sequestrati da 20 sistemi penitenziari statali nell'arco di un anno, mentre il Dipartimento di Correzione della Georgia è arrivato a sequestrare e processare oltre 15.500 cellulari e più di 150 droni. E c'è di più: in un solo istituto, la tecnologia di rilevamento ha registrato più di 35.000 tentativi di chiamata e SMS nell'arco di appena 23 giorni.

Non si tratta soltanto di una questione disciplinare. Nel 2010, al Lee Correctional Facility, in South Carolina, il capitano Robert Johnson venne colpito da sei proiettili dopo che un detenuto aveva ordinato l'aggressione usando un telefono illegale. Nel 2021, nella contea di Tattnall, in Georgia, un veterano in pensione di 88 anni fu ucciso su ordine di un capo banda rinchiuso in carcere, ancora una volta tramite un telefono di contrabbando. E nel 2022, in Oklahoma, 21 persone sono state condannate per un'operazione di narcotraffico gestita da un detenuto che stava scontando 30 anni. Sono episodi come questi a spingere le amministrazioni penitenziarie verso il jamming.

A metà del 2023, le carceri locali degli Stati Uniti ospitavano circa 664.200 detenuti, un numero praticamente identico a quello di un anno prima, quando a metà 2022 erano 663.100. Insomma, la situazione non cambia. E con cifre del genere, insieme alla diffusione capillare degli smartphone, il contrasto ai telefonini illegali è ormai una priorità che riguarda la sicurezza pubblica e le operazioni quotidiane, non certo una semplice questione di regolamenti interni.

Come funzionano i jammer per carceri: bande downlink, DAS e micro-jamming

I jammer funzionano trasmettendo sulle stesse bande di radiofrequenza usate dai telefoni cellulari, e in questo modo interrompono il collegamento tra la stazione base e il terminale mobile. La maggior parte degli impianti di micro-jamming si basa su piccoli dispositivi riceventi/trasmittenti inseriti in un array di distributed antenna system (DAS) posizionato nell'area che si vuole coprire. Il principio di fondo è piuttosto semplice: se manca un collegamento radio stabile, il telefono non riesce né a registrarsi alla rete né a completare chiamate o messaggi.

C'è un malinteso piuttosto comune da chiarire subito: questi sistemi non bloccano tutto il traffico mobile, ma soltanto le bande downlink, ossia il segnale che viaggia dalla torre verso il telefono. Il funzionamento, in pratica, si articola in quattro fasi: una scansione continua a banda piena attiva 24 ore su 24, l'abbinamento automatico del modulo di interferenza, il monitoraggio costante delle comunicazioni e, infine, il blocco mirato. Va detto poi che i jammer più sofisticati riescono a distinguere le chiamate non autorizzate da quelle autorizzate, e questa gestione può avvenire in modo automatico oppure manuale.

C'è anche chi punta su sistemi diversi, o complementari, rispetto al jamming puro. Il Managed Access System, per esempio, costruisce una rete cellulare chiusa dentro le mura dell'istituto: solo i telefoni registrati riescono ad accedervi. Il Contraband Interdiction System funziona invece in modo opposto: degli scanner individuano i dispositivi illegali tramite il loro indirizzo univoco e a quel punto un designated correctional facility official, il funzionario carcerario appositamente designato, chiede agli operatori telefonici di disattivare il dispositivo. I numeri però raccontano una diffusione ancora lenta: dal 2017 sono stati autorizzati 1.900 MAS in 31 stati, ma dal 2021 soltanto 16 funzionari designati hanno ricevuto l'approvazione, e il CIS è stato autorizzato in appena 34 istituti.

Cosa cambia la modifica della regola FCC per istituti statali e locali

Il 30 settembre 2025 la FCC ha votato a favore di una Third Further Notice of Proposed Rulemaking, un passo pensato per allentare il divieto di jamming dei telefoni cellulari nelle carceri e nei centri di detenzione. La proposta iniziale era stata annunciata il 5 settembre 2025 dal presidente della FCC Brendan Carr, mentre i commissari Anna M. Gomez e Olivia Trusty hanno poi adottato la bozza. Il punto centrale è la reinterpretazione dei telefoni di contrabbando come dispositivi non autorizzati: una lettura che, di fatto, apre la strada anche agli istituti statali e locali.

Al momento la situazione normativa non è affatto permissiva: il 47 U.S.C. § 333 punisce chi interferisce volontariamente o dolosamente con le comunicazioni radio autorizzate, e la FCC vieta del tutto le apparecchiature di jamming. Proprio per superare questo muro, a marzo 2025 sono stati presentati due disegni di legge — HR 2350, promosso dal deputato David Kustoff, e S 1137, sostenuto dal senatore Tom Cotton — con l'obiettivo di togliere alla FCC il potere di vietare il jamming negli istituti penitenziari e nelle carceri. La proposta ha trovato un alleato importante nel procuratore generale della Georgia, Chris Carr, e ben 31 procuratori generali hanno chiesto al Congresso di approvare entrambi i testi.

Sul fronte tecnico, il Bureau of Prisons ha sperimentato il micro-jamming al Broad River Correctional, in South Carolina, e in Maryland; nel 2019 la NTIA ha riferito che la tecnologia poteva rivelarsi efficace. Le misurazioni delle emissioni condotte dalla NTIA al Cumberland FCI, poi, hanno coperto lo spettro dai 300 MHz ai 4,34 GHz, con diverse larghezze di banda e vari rilevatori. Rimane però aperta la questione della portata effettiva in ambienti densi e della convivenza con le reti commerciali.

Specifiche chiave: bande, potenza, copertura e posizionamento delle antenne

Le specifiche, poi, cambiano parecchio da un produttore all'altro e a seconda dello scenario d'uso. Prendiamo i jammer carcerari Stratign: sono modulari, montati in armadi resistenti alle intemperie, e arrivano fino a 08 moduli Tx con blocco 2G/3G/4G/5G, tecnologia DDS, controllo e monitoraggio remoto via LAN TCP/IP, potenza configurabile, accensione e spegnimento automatici, dissipazione a ventole attive, protezione da circuito aperto (VSWR), login sicuro e, in opzione, UPS e batteria di backup. La tabella che segue riassume i parametri più importanti da controllare quando si sceglie un sistema.

Sopralluogo e passi di installazione per istituti penitenziari

Prima di qualsiasi installazione serve un sopralluogo dettagliato del sito, per osservare le aree che richiedono blocco del segnale e comprendere le esigenze del committente. È necessario analizzare con strumenti professionali la distribuzione locale del segnale e le strutture degli edifici, scegliendo le antenne in base alla banda di frequenza. Le frequenze di jamming richieste vanno confermate in anticipo, consultando l'autorità telecom locale e utilizzando siti di verifica delle frequenze.

Occorre poi valutare la dimensione dell'istituto, le posizioni di installazione adatte e la vicinanza delle stazioni base circostanti. Per progetti di jamming su larga scala è consigliabile impiegare personale esperto. Le procedure di installazione possono essere riassunte come segue.

Distribuzione esterna: impermeabilizzazione, dissipazione e alimentazione 24/7

In ambiente carcerario l'affidabilità continua è un requisito, non un optional. I sistemi devono funzionare 24 ore su 24, sette giorni su sette, con protezione dalle intemperie e dissipazione termica adeguata. Gli armadi modulari resistenti alle intemperie, le ventole attive e i dissipatori di calore sono elementi ricorrenti nelle specifiche dei produttori. La protezione da circuito aperto (VSWR) aiuta a rilevare problemi di antenna o connettore prima che danneggino i moduli RF.

Il software di gestione gioca un ruolo centrale: MCTech consente la visualizzazione del funzionamento del jammer su mappe topografiche e di zona scansionate, l'operatività selettiva di ciascuna banda e il controllo fino a 512 unità. La gestione remota via LAN TCP/IP o 433 MHz riduce gli interventi fisici in aree ad alta sicurezza. UPS e batterie opzionali mantengono attivo il sistema durante interruzioni di corrente, un aspetto critico in istituti dove un blackout non deve aprire una finestra di comunicazione illegale.

La scelta tra micro-jamming, MAS e CIS dipende dagli obiettivi: il micro-jamming blocca attivamente, il MAS crea una rete chiusa e il CIS identifica e disattiva i dispositivi tramite operatori. Molti istituti combinano più approcci. In ogni caso, prima di installare è indispensabile verificare il quadro normativo locale, perché il 47 U.S.C. § 333 resta in vigore finché la FCC non completa la reinterpretazione e il Congresso non approva HR 2350 e S 1137.

Domande frequenti sull'installazione di jammer nelle carceri

Domande frequenti

Come funzionano i jammer per telefoni cellulari nelle carceri?

I jammer carcerari trasmettono sulle stesse bande di radiofrequenza dei telefoni cellulari, interrompendo il collegamento tra la stazione base e il terminale mobile. La maggior parte delle installazioni di micro-jamming usa piccoli dispositivi riceventi/trasmittenti in un array DAS, e i sistemi bloccano tipicamente solo le bande downlink, cioè il segnale che va dalla torre al telefono.

Le carceri possono installare legalmente jammer per telefoni cellulari negli Stati Uniti?

Ai sensi del 47 U.S.C. § 333, interferire volontariamente con comunicazioni radio autorizzate è reato, e la FCC vieta le apparecchiature di jamming. Il 30 settembre 2025 la FCC ha adottato una proposta per reinterpretare la regola considerando i telefoni di contrabbando come dispositivi non autorizzati, aprendo la porta agli istituti statali e locali, ma il quadro resta in evoluzione.

Quali frequenze dovrebbe coprire un jammer carcerario?

I sistemi dovrebbero puntare alle bande 2G, 3G, 4G e 5G locali, che variano per paese e operatore. Data la crescente minaccia dei droni, sono considerate critiche anche le bande 2,4 GHz, 5,8 GHz e GNSS. Prima di ordinare conviene confermare le bande richieste con l'autorità telecom locale, perché le allocazioni non sono uniformi.

Qual è la portata di un jammer per segnale carcerario?

La portata dipende da potenza e contesto. In aree urbane dense con molte stazioni base, un jammer da 50 W può coprire solo circa 50 metri, mentre dispositivi più grandi arrivano fino a circa 1 miglio. Il jamming anti-drone può raggiungere diverse centinaia di metri fino a 1 km, perché i segnali di controllo dei droni sono più deboli.